Il navigatore italiano ha raggiunto il nuovo mondo

17 Mar

Mentre il nocciolo del reattore nucleare di Fukushima é indeciso se fondersi o meno, tenendo in bilico le sorti di un bel po’ di esseri umani, nonché dei mercati internazionali pronti a speculare anche su quest’ennesima tragedia, in Italia chi da anni porta avanti la battaglia per il ripristino del nucleare insiste sulla necessarietá e sicurezza degli impianti in costruzione sullo stivale. L’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, invita a ‘non farsi prendere dall’emotivitá’, la ministra dell’ambiente Prestigiacomo dice che le centrali pianificate per l’Italia sono di terza generazione e sicure ‘non come quelle del giappone’, salvo poi far sciogliere tante certezze alla luce delle elezioni.

Per saldare i conti con la mia ignoranza ho cercato di capire che cos’é una centrale nucleare, come funziona e se davvero come dice per esempio Veronesi quella nucleare é un’opzione necessaria e sicura.

L’idea base di una centrale nucleare é scaldare acqua, per poi inviare il vapore sviluppatosi in una turbina che trasformi il suo movimento in energia elettrica da immettere nella rete. Praticamente una pentola a pressione senza bisogno di fuoco continuo sotto il suo culo; chiamiamola Pentola a Pressione Automatica (PPA visto che gli acronimi sono piú fighi e comunque é sempre meglio una comunicazione veloce e stringata).Nella PPA ci mettiamo dei particolari ingredienti che a contatto tra loro generano calore e il gioco é fatto. Ora analizziamo il ciclo completo.

Gli ingredienti

Prima di tutto gli ingredienti li devo reperire.Se é vero che in una centrale a carbone ci vogliono milioni di tonnellate di materia prima mentre in una nucleare ci vogliono circa 150 tonnellate di Uranio per generare la stessa energia, é anche vero che per estrarre queste 150 tonnellate di uranio devo sbancare diversi milioni di tonnellate di terra, usare milioni di litri di acqua, ed aggiungere acido solforico, ovvero devastare larghe aree di territorio, per lo piú in luoghi lontani, remoti, dalle zone in cui si usufurirá dle prodotto finale. Senza considerare il fatto che una volta ‘scarichi’ gli ingredienti sono tossici e radioattivi ed andrebbero opportunamente stoccati.

La pentola

Il reattore é molto costoso. Basti pensare che la sua dismissione dovrebbe durare almeno in teoria ed a seconda delle tecnologie usate , il doppio circa della sua durata in attivitá.E’ per questo per esempio che le centrali italiane usate prima del referendum dell”87 sono ancora aperte ed ancora gravano sui conti dello stato.Per avere costi competitivi ovviamente bisogna rinunciare almeno in parte alla sicurezza: per esempio costruisco un reattore resistente a terromoti fino al grado 8.5 della scala Richter anche se poi ne potrebbe arrivare uno di scala 8.9 come avvenuto in Giappone.

Il vapore

Mentre in alcuni impianti l’acqua scaldata non é mai messa a contatto diretto con gli agenti reagenti in altri questo avviene e causa la diretta immissione in aria di materiale radioattivo.Tra l’altro il vapore ha bassa temperatura cosicché l’efficienza degli impianti é davvero bassa, circa il 30%.

Necessaria e sicura. Pare che il nostro bisogno di corrente elettrica sia sempre maggiore , non si parla invece del fatto che la rete elettrica é vecchia ed inefficiente , che investire tutto sul nucleare é come voler aumentare la velocitá di un auto con le gomme bucate piazzandoci su un motore piú potente.

Insomma il nucleare non mi convince, anzi, credo che se si investisse la metá della metá dei soldi giá pianificati nella ricerca scientifica in campo di energie alternative, in primis quella solare, nell’arco di dieci anni avremmo la risposta. Sempre quando si tenga in conto che l’aumento del fabbisogno non é direttamente correlato all’aumento della popolazione terrestre come vuol far credere Veronesi, se non all’aumento degli sprechi in quella parte di mondo che sta portando al collasso il pianeta terra.

Quando Fermi riuscí a realizzare il primo reattore nucleare la notizia fu trasmessa in codice cosí:”Il navigatore italiano ha raggiunto il nuovo mondo”.É tempo ormai che questo ‘nuovo’ mondo passi di moda.

Cosa posso fare io?

  1. firmare la petizione online di greenpeace contro il ritorno del nucleare in Italia (giá fatto)
  2. cercare di capire un po’ di piú sull’origine degli ‘ingredienti’ della PPA. Da dove vengono, chi ne gestisce il business, che fine fanno.
  3. essere cosciente nell’uso dell’energia, qualunque sia la sua fonte
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