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Autunno, torna di moda l’anarcoinsurrezionalismo

10 Gen

Preciso come un orologio svizzero, col vento freddo delle riforme inevitabili stile sangue e lacrime preventivate dal governo Monti senza tanta vasellina, torna di moda l’anarcoinsurrezionalismo.

Un nemico oscuro, senza volto, che si insinua nelle crepe del sistema che collassa infilando i suoi proiettili e le sue bombe col principale scopo di alzare polveroni, dare tempo al sistema stesso di riparare le falle, abbassarsi i pantaloni,  infiltrare paura e confusione nei detentori di ani caldi da riempire.

Interessante quanto il messaggio anti-anarchico passi attraverso molteplici vie, in maniera più o meno trasparenti.

Al cinema c’è Sherlock Holmes 2, film di spettacolare mancanza di contenuti, che comincia proprio con l’esplosione di fantomatiche bombe anarchiche, ma anche J.Edgar, ultima fatica di Clint Eastwood che tratta l’ambigua biografia del creatore dell’F.B.I. chiarendo prima di tutto che l’anarchia andava estirpata perchè male primario.

L’anarchia come alternativa ad un sistema che sta fallendo è un’ipotesi da insabbiare subito, non per niente nel lessico comune l’anarchia equivale al caos, alla mancanza di regole, ad un mondo in cui il male avrebbe la ragione, piuttosto che un meritato paradiso in terra.

Giusto per chiarire un po’ le cose riporto qui le conclusioni del programma anarchico:

Noi vogliamo dunque abolire radicalmente la dominazione e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, noi vogliamo che gli uomini affratellati da una solidarietà cosciente e voluta cooperino tutti volontariamente al benessere di tutti; noi vogliamo che la società sia costituita allo scopo di fornire a tutti gli esseri umani i mezzi per raggiungere il massimo benessere possibile, il massimo possibile sviluppo morale e materiale; noi vogliamo per tutti pane, libertà, amore, scienza.

E per raggiungere questo scopo supremo noi crediamo necessario che i mezzi di produzione siano a disposizione di tutti, e che nessun uomo, o gruppo di uomini possa obbligare gli altri a sottostare alla sua volontà né esercitare la sua influenza altrimenti che con la forza della ragione e dell’esempio.

Dunque, espropriazione dei detentori dei suolo e del capitale a vantaggio di tutti, abolizione del governo. Ed aspettando che questo si possa fare: propaganda dell’ideale; organizzazione delle forze popolari; lotta continua, pacifica o violenta secondo le circostanze, contro il governo e contro i proprietari per conquistare quanto più si può di libertà e di benessere per tutti.

Gli anarchici preferiscono ammazzare i re che stare a distruggere vetrine ed inviare proiettili.

Proverò a tenere traccia della disinformazione galoppante sull’anarchia.

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